L’infinito viaggiare di Claudio Magris
C’è un modo di viaggiare che va oltre la semplice scoperta di luoghi nuovi. È il viaggio come esperienza interiore, come sospensione del tempo, come ricerca continua di sé stessi nel mondo. Questo è il cuore pulsante de L’infinito viaggiare di Claudio Magris, uno dei più grandi intellettuali italiani contemporanei, voce inconfondibile di quella Mitteleuropa di cui Trieste e il Friuli Venezia Giulia sono porta e simbolo.
In questa raccolta di scritti, Magris ci guida attraverso i paesi danubiani, i microcosmi periferici, i confini geografici e culturali che ha esplorato nel corso della sua vita, con la prosa raffinata e profonda che lo contraddistingue. Ma la vera rivelazione del libro è un’idea apparentemente paradossale: il viaggio più affascinante è sempre un ritorno. I luoghi si svelano pienamente solo quando li si rivede, quando il familiare si arricchisce di nuovi significati e il conosciuto diventa ancora più prezioso.
Un messaggio che risuona in modo particolare per chi vive in una terra di confine come la nostra, dove identità, memoria e appartenenza si intrecciano in modo unico. Il Friuli Venezia Giulia, crocevia di culture, lingue e storie, è esso stesso un microcosmo ulissiaco: un luogo da scoprire e riscoprire continuamente, ogni volta con occhi diversi.
L’infinito viaggiare è dunque molto più di un libro di viaggio: è un invito a guardare con maggiore consapevolezza e affetto il territorio in cui viviamo, a sentirci — come scrive Magris — «a casa nel mondo».
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